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Dorian Gray

1425536_10152299494517985_1692497424_nLa #vignetta di Mauro Biani intitolata “Il ritratto di Dorian Gray” nei primi giorni di pubblicazione sul #manifesto ha superato i tre milioni di visualizzazioni ed è stata condivisa dagli utenti di Facebook almeno 50.000 volte (ma è un dato al ribasso perché non tiene conto di quanti – tanti – che hanno preso la foto e ripostata ex novo nella propria bacheca). E’ davvero un numero impressionante! La vignetta ritrae Matteo Renzi neosegretario del PD, che si rispecchia in un quadro, in cui però compare la figura di #Berlusconi. L’allusione, sottolineata nel titolo del disegno, è al celebre romanzo di Oscar Wilde, in cui il giovane Dorian Gray, pur nel trascorrere del tempo, mantiene l’aspetto della sua gioventù, mentre a invecchiare è solo il suo ritratto. Complimenti a Mauro, per il grande consenso che riesce a raccogliere intorno al suo lavoro, ma anche alle persone che hanno apprezzato e condiviso la vignetta: ma vi rendete conto che se andassimo a votare noi tutti saremmo un buon 15%? E se ci mettiamo pure le persone che l’hanno condivisa su Twitter e che l’hanno semplicemente letta e apprezzata sul Manifesto si rischia di prendere il premio di maggioranza! Ragioniamoci

Governabilità

1459065_10152303157272985_1098068891_nMi è arrivata l’email di Matteo Renzi (l’Enews come le chiama lui) e ho letto attentamente. Non ho pregiudiziali negative su queste proposte di riforme istituzionali, anche se alcune cose non le capisco, nè condivido. Ad esempio non riesco a capire il dogma della “governabilità”, perché credo che oggi sia una parola mal interpretata. Governabilità deve essere intesa come ricerca di un governo efficace, non di una legislatura lunga ottenuta grazie ad una forzatura antidemocratica. Abbiamo avuto esperienze di governi sorretti da maggioranze bulgare che non hanno prodotto alcun beneficio per il Paese, così come di governi brevissimi, ma che hanno inciso profondamente nella nostra vita politica. E per avere un governo efficace c’è bisogno che abbia la fiducia del Paese (ovvero di un Parlamento che sia davvero espressione dell’elettorato) e non di partiti rafforzati da una legge antidemocratica. La durata di una legislatura deve dipendere da quanto il Parlamento sia in grado di rispondere ai bisogni del Paese

Vitamini

1457656_10202129673617787_874002308_nSi chiamano “vitamini” e sono simpatici pupazzi con cui la Coop si prefigge due obiettivi: stimolare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e nel contempo aiutare l’ospedale pediatrico Meyer: per ogni “vitamino” venduto (costa 14 bollini bonus della spesa e 3 euro) la Coop devolve ben 10 centesimi al Meyer (fonte: La Repubblica del 29 ottobre 2013). Tutto bello per carità. Poi un giorno mi arriva in mano “Patty Pera”, ci giochicchio un po’, e scopro sul tagliando un bel “Made in China”. Ecco, magari i materiali sono garantiti, i colori usati non sono tossici (ma più guardo il giallo fosforescente di Patty Pera, meno ne sono convinto), magari i lavoratori che lo hanno prodotto godono di diritti sindacali di tutto rispetto e il luogo di produzione è salubre e sicuro. E sono certo che il marketing della Coop abbia fatto tutte le opportune analisi prima di dare il via a questa promozione…

Nordgarden ha fatto dieci

Torna Terje Nordgarden, uno dei più bravi cantautori dell’ultima generazione, con un lavoro originale e bellissimo. Si intitola “DIECI” e raccoglie dieci riletture di brani in italiano scritti da artisti che con lui hanno condiviso i suoi dieci anni in Italia tra tour e permanenze (anche lunghe). L’album è ottimamente prodotto con Cesare Basile. Ma ho detto di più nella recensione scritta per Music In. Qui ascoltate il primo estratto, Non è la California

Regali di Natale

Consigli per i regali.
Visto che oggi è giornata di shopping prenatalizio mi permetto di consigliarvi alcuni regali “buoni”, nel senso che fanno bene a chi li riceve e a chi li ha prodotti, e consentono di non sprecare denaro e di contribuire a mantenere viva un po’ di economia virtuosa :
– Uno o due biglietti per un concerto di buona musica (e in generale regali che consentono di condividere tempo e emozioni con la persona a cui si regala)
– Qualche bottiglia di Olio nuovo di aziende agricole locali, meglio se conosciute (qui a Firenze in media costa 11 euro al litro), o una pasta di nocciola, un piccolo dolce artigianale (da preferire a un grande dolce industriale)
– Una bottiglia di vino di cantine locali, magari con pochi solfiti
– Un buon disco appena uscito, ad esempio “Dieci” di Terje Nordgarden, “Tales of us” dei Goldfrapp, l’EP “In cosa credi”di PACIFICO
– Un buon libro come “Terracarne” di Franco Arminio o un buon classico (la lista è lunga)
In ogni caso mai e poi mai acquistare un oggetto economico, dietro il quale possiamo avere anche solo il sospetto che si nasconda una qualche forma di schiavitù. Non ci sono alibi che tengano: una scatolina con 4 praline di cioccolato al negozio sotto casa costa 5 euro, meno di un boxer di lycra cucito a mezzanotte in un capannone della periferia pratese, meno di un paio di guanti dalla fibra incerta, meno di una candela decorativa fatta cono sostanze inquinanti.

Lo scivolo d’oro dei militari italiani.

Ne abbiamo subite tante in questi anni, ma io una schifezza del genere non l’avevo ancora mai sentita: 10 anni di prepensione con l’85% di stipendio e possibilità di accumulare altri redditi, cioè di lavorare ancora (così, tanto per distorcere i salari di chi invece dovrà continuare a lavorare da precario e pagare i contributi per loro)… Scusatemi se sono indignato, ma non conoscevo lo scivolo d’oro dei militari italiani.

I cantautori dimenticati da Mollica

Chi sono i cantautori italiani? Non chiedetelo a Vincenzo Mollica, per carità! Nella nuova collana del Corriere della sera “Cantautori – L’arte della canzone” seleziona ben 40 nomi della canzone d’autore italiana, ma dimentica di inserire capostitpiti come Lucio Battisti e Ivano Fossati, dimentica quasi totalmente le donne (su 40, 38 sono maschi e 2 le femminucce, e non c’è posto per Grazia Di Michele, Teresa De Sio, Cristina Donà, Elisa). Però…c’è Biagio Antonacci.

Sfrattati

IMG_20130819_183227– Eravamo lì tranquilli, anzi beati. Ognuno nella sua nicchia, ognuno la sua specializzazione
– Ricevevamo tutti i giorni, anche la domenica e le feste comandate. Anzi le feste le comandavamo noi
– Poi è arrivato questo nuovo…
– Pio, Rita, si chiama Pio
– Sì questo Pio, insomma. Brav’uomo, eh! Un santo! Ma all’improvviso i fedeli sono svaniti
– Sì, anche per me è stato così. Voglio dire: ho continuato a ricevere una preghiera ogni tanto. Ma sai quella sensazione come di chi te la fa così, per piacere, per cortesia, per tradizione?
– Guarda, ti capisco. I-nu-ti-le! Anche io ho cominciato a sentirmi inutile. Sono caduto in depressione
– Anto’, dai, non ti buttare giù, che hai fatto più miracoli tu di tutti noi messi insieme!
– Rita, che ti devo dì? Lo so, lo so. Io mi sento ancora in forma. Potrei dare ancora tanto. Ma mi sembra impossibile che possa ritornare nella cappella alla sinistra del battistero
– Piacerebbe anche a me ritornare nella mia chiesetta. Ma come si fa?
– Eh, ci vorrebbe un miracolo!

Non sono grillino, ma

Non sono grillino. Anzi, già in tempi non sospetti (quasi dieci anni fa) ho dichiarato tutto il mio scetticismo sul suo ruolo nella comunicazione e nella politica. Ma io Beppe Grillo lo ringrazio e lo difendo. Non credo che lui sia la soluzione ai problemi del nostro Paese, ma di certo non è il problema. Il problema è un sistema di forze compatte intorno ai partiti. Tutti i partiti, nessuno escluso. Dobbiamo ringraziare anche lui e il Movimento 5 stelle se questo sistema è stato messo a nudo, rivelando una serie di collusioni e opportunismi che hanno finito per instaurare una nuova aristocrazia che sta affondando il Paese. E dobbiamo ringraziarlo anche per aver sollevato – lui per primo (e per unico, se non avesse avuto – poi – un seguito così ampio presso i cittadini e glia ltri non avessero deciso di seguirlo) temi politici che i partiti, non certo per distrazione, si erano scordati di sollevare di fronte all’opinione pubblica, come l’acqua “bene comune”, la necessità di energia rinnovabile, l’importanza della diffuzione del web (e quindi della conoscenza). Lo ringrazio perché rafforza la coscienza critica all’interno dei partiti: i pochi episodi positivi recenti che vedono protagonisti i partiti devono qualcosa a Grillo. Io per questo lo ringrazio. E lo difendo dagli attacchi dei media, che sono stati capaci di mistificare ogni azione, ogni parola, ogni “fatto” di Grillo, pur di riportarlo nei ranghi dell’inoffensività. E poi pretendere il “dialogo”, il “confronto”, la “collaborazione”. E difendo i cittadini del M5S, che sono entrati in politica in alcuni casi senza tutti gli strumenti necessari, ma con le migliori motivazioni, le più condivisibili (motivazioni che si faticano a trovare nei partiti). Io non sono grillino, e credo nel ruolo dei partiti, ma ho capito che per “dialogare” con il M5S bisogna soprattutto ascoltarli, perché in fondo da insegnare i partiti non hanno proprio niente, ma hanno tanto, ma tanto da imparare.

Tutti per Vallata

IMG_20130501_181808Ho trascorso una settimana di ferie a Vallata e mi sono divertito a pubblicare sul web, quotidianamente, qualche foto di case, paesaggi, chiese di Vallata. Un tentativo semplice di documentare una bellezza che resiste, nonostante l’incuria di chi ha amministrato Vallata in questi anni. Una bellezza che è stata favorita da una natura generosa e dalla fatica di uomini e donne che nel passato hanno costruito il loro ambiente con grande cura e rispetto: le strade principali, le abitazioni modeste eppure bellissime, inserite in maniera armonica nel circostante, gli spazi e gli edifici pubblici, impregnati di sacralità, per il senso di giustizia e devozione che vi sono stati riposti.

E’ successo che queste foto hanno incuriosito alcuni miei amici, convinti di trovarsi di fronte a un sito UNESCO, e adesso non vedono l’ora di trascorrere a Vallata un week end. Devo aver esagerato con le foto. Forse avrei dovuto allargare lo zoom per mostrare anche il degrado in cui sono stati immersi quei piccoli gioielli di storia e di cultura.

Perché di arte a Vallata probabilmente non ce n’è e non ce n’è mai stata, ma siamo tutti testimoni di una storia e di una cultura di un popolo, che ha levigato la strada per le Festole e gli antichi portali in pietra delle abitazioni, che ha creato gli argini del ruscello e modellato le scale che conducono a Porta Rivellino, che con una colletta pubblica ha costruito la chiesa di Santa Maria e ristrutturato la decadente chiesetta di San Vito. Siamo testimoni, ma distratti. Eredi ingrati, che negli anni hanno sperperato un patrimonio culturale immenso. E’ successo per molti motivi più o meno gravi, ma alla base di ciascuno di essi c’è una scarsa attenzione per il bene pubblico, una scarsa sensibilità verso ciò che dà valore alla vita di una comunità e attraverso essa, alla propria.

C’è la possibilità di riappropriarsi di quella storia, di riconciliarsi con quella cultura. Certo spetta a ciascuno di noi adoperarci in questa direzione, ma chi ha funzioni pubbliche – specie in realtà piccole come la nostra – ha più responsabilità di altri. Per questo spero che riusciate a portare avanti il vostro progetto politico, che per una volta individua con puntualità le emergenze del nostro paese: tutela dell’ambiente e del territorio, attenzione per le nuove generazioni, trasparenza dell’agire politico, ricostituzione dei legami sociali, centralità della cultura, modernizzazione dell’amministrazione. Non posso votare, ma chiedo ospitalità nella parola “tutti”. Tutti per Vallata. Ci sono anche io.

Segnalazioni per le parlamentarie

Sabato 29 dicembre, primarie di SEL, 29 e 30 primarie del PD.

Le idee da portare avanti (con le persone che possono farlo)

Alcune segnalazioni per SEL

Per il Lazio: Simonetta Salacone (Istruzione) e Giuliana Sgrena (pace e trasparenza nella politica e nei partiti)

Per la Toscana: Luisa Simonutti (cultura, antirazzimo, ecologia, carceri e trasparenza nella politica e nei partiti) e Riccardo Sansone (pace, cooperazione internazionale e trasparenza nella politica e nei partiti) alla Camera, Paolo Solimeno (democratizzazione dei partiti, giustizia, carceri e attuazione della Costituzione) e Mercedes Frias (antirazzismo, antidiscriminazione, multiculturalità) al Senato

Per la Lombardia: Patrizia Quartieri (trasparenza nella politica e nei partiti, ecologia), Valentina La Terza (Diritti civili, cultura, modernità)

Per il Piemonte: Michele Curto (lavoro, diritti civili, antirazzismo)

Per il PD segnalo

Pippo Civati e tutti i candidati di Prossima Italia

Vincenzo Vita (uno dei parlamentari più infaticabili, secondo OpenParlamento e secondo la mia esperienza diretta, nonchè grande sostenitore di MoveOn italiano)

Guido Melis (giustizia, antirazzismo, carceri)

Luisa e Riccardo, due di noi

 

 Primarie di SEL – 29 dicembre 2012

Luisa Simonutti e Riccardo Sansone saranno i candidati alle primarie di SEL per la Camera dei deputati che si terranno il 29 dicembre 2012. Per entrambi si tratta della prima esperienza politica (anche se Riccardo è consigliere di quartiere a Firenze). Sono persone oneste e appassionate. Totalmente fuori dai giri di inciuci e alleanze mirate a preservare i piccoli centri di potere. La loro competenza, la capacità di ascolto, l’umiltà, lo spirito collaborativo, la trasparenza e l’alto senso civico e morale sono le qualità che mi hanno conquistato sin da subito e che credo siano necessarie per poterci rappresentare in Parlamento. Al centro della loro proposta c’è la cultura e la pace, come motori di una rinascita del nostro Paese. Per questo vi chiedo di sostenerli, andando a votarli alle parlamentarie di SEL e parlandone coi vostri amici residenti in Toscana che vogliano esprimere finalmente un cambiamento vero in politica. Perché la politica torni ad essere un servizio è necessario cambiare politici: io credo che non siano sufficienti facce nuove: sono necessarie “teste” nuove, capaci di sentire i bisogni della società e di tradurli in azioni legislative e in attività di sollecitazione culturale e morale. Luisa e Riccardo, per questo, sono le persone giuste. Riccardo e Luisa sono persone con la testa alta! Questi i loro blog: Rosse Corsare (Luisa), Qualcuno come Sansone(Riccardo)

Grazia Di Michele e Paolo Di Sabatino, Giverny

E nel video di Giverny, accanto a Grazia Di Michele e Paolo Di Sabatino spunta Claude Monet

I tre tipi di renziani che conosco

Conosco molti che votano Renzi perché li rappresenta, perché credono che i sindacati debbano chiudere, che i dipendenti pubblici siano nullafacenti, che i servizi pubblici debbano essere privatizzati, che i diritti civili siano motivo di discussione (ma non di concreta estensione), che il patrimonio culturale pubblico debba essere svenduto e che tutto sommato gli operai di Pomigliano vogliono la vita troppo comoda… Be’ io e loro abbiamo idee politiche diverse. Rispetto le persone, ma non condivido per niente le loro idee. Queste persone sono spiccatamente di destra. Tra di loro infatti ci sono persino consiglieri comunali del PDL, che stranamente hanno votato e voteranno alle primarie del PD, e ci sono gli elettori del PDL, a cui Renzi si rivolge per trasformare definitivamente il PD in un partito di destra.

Poi ci sono persone di sinistra che in buona fede lo votano perché “rottama”, perché dice che vuole risolvere il conflitto di interessi, o perché vuole abolire il finanziamento pubblico ai partiti o perché sognano un’Italia dove prevalga il merito. Eppure su ciascuno di questi punti Renzi a Firenze si è rivelato un millantatore. Io so che non ha mai rottamato niente, anzi ha costruito una rete di potere dando incarichi secondo il manuale Cencelli; inoltre vive immerso nel conflitto di interessi da quando – da presidente della Provincia – ha favorito società di cui risultano soci le sue sorelle e sua madre, e tramite le partecipate – su cui ha imposto i suoi uomini – finanzia attività che il Consiglio Comunale non si sogna di sostenere (o semplicemente non può per legge). Infine il finanziamento delle sue costosissime campagne è trasparente solo in minima parte. Va bene abolire il finanziamento pubblico ai partiti, ma va sostituito con pratiche trasparenti. Possiamo ricordarglielo?

E poi ci sono persone che si riconoscono nella politica di Renzi, esattamente come la prima categoria, ma non hanno il coraggio di ammetterlo né a se stessi né agli altri, per non riconoscere che pur provenendo culturalmente dalla sinistra sono cambiati, sono diventati “un po’” di destra. Allora si rifugiano nella critica al PD e fanno finta di non conoscere la storia di Renzi, il caimano di Rignano, e delegittimano anche critiche fondate e argomentate che gli si rivolgono, bollandole come opinioni. E questa è la prova che sono antropologicamente cambiati. Berlusconi ha già vinto, diceva Nanni Moretti. Anche in queste primarie del PD.

Su la testa: l’Italia ricomincia da te

Sono stanco dei dibattiti sulle primarie basate su tutto tranne che su un’idea di Italia, un’idea di cittadino. Per questo sono promotore, insieme a tanti altri, di un programma, un progetto, una speranza da condividere con tanti, perché possa diventare motore politico di questi partiti svuotati di senso. La politica è una cosa bella, nobilissima e richiama tutti a un principio di responsabilità. Ricominciamo per bene, ciascuno da sè, ma non per sè. E’ ancora possibile cambiare, dipende da noi.

«Su la testa: l’Italia ricomicia da te». Abbiamo voluto chiamarlo così, questo gruppo, per volontà di riscatto e di coinvolgimento.

Riscatto: da una rappresentanza politica di sinistra che si è persa nei giochini infiniti delle alleanze e delle ambizioni personali (quando è andata bene); nella conservazione dei propri privilegi e nella corruzione (quando è andata male). Comunque, perdendosi per strada le idee e i progetti per un’Italia migliore.

Coinvolgimento: perché forse non saremo il 99 per cento, come dicono gli attivisti di Occupy, ma almeno il 51 sì, come si è visto agli ultimi referendum e alle elezioni di Milano, Napoli, Genova e Cagliari, ad esempio (ma non solo): che non sono state vittorie del ‘massimalismo’, ma al contrario la prova che cambiare si può, semplicemente con idee buone e proposte concrete per realizzarle.

Ma riscatto e coinvolgimento significano anche, per noi, non rassegnarsi e non arrendersi: né alla tentazione di astenersi «tanto non cambia niente», né alla presunta ineluttabilità dell’ingiustizia sociale e civile, né all’impossibilità di proporre e realizzare idee forti.

Anzi, mai come adesso – nel secolo della globalizzazione e dei grandi poteri economici mondiali – la buona politica ha bisogno di idee forti: e quelle tiepide sono solo un alibi di chi non vuole cambiare niente, perché in fondo gli va bene così.

Noi non crediamo che la qualità della vita sia misurabile solo con i valori del denaro e del benessere. Crediamo che la felicità che ognuno di noi cerca di raggiungere come singolo dipenda anche dalla felicità di chi ci sta vicino. E per la stessa ragione vogliamo immaginare una società diversa, dove i valori fondanti della solidarietà, della cooperazione, del welfare siano veramente condivisi e non solo parole per addetti ai lavori.

Alcuni indispensabili chiarimenti, a questo punto.

«Su la testa: l’Italia ricomicia da te» non è il centosettantottesimo partitino della sinistra: è un gruppo di pensiero, di azione e di pressione trasversale nel quale fin dalla nascita convergono persone di provenienza, età, professione e cultura diverse, il cui obiettivo comune è stato mettersi insieme per non rassegnarsi – appunto – né all’astensione né all’eterno ricatto del ‘meno peggio’.

Nessuna delle oltre cento persone che hanno dato vita a «Su la testa: l’Italia ricomicia da te» ricopre o ha mai ricoperto ruoli politici di rilievo: la grandissima maggioranza, anzi, non è mai stata iscritta a nessun partito e ha votato «un po’ dappertutto» a sinistra. Molti invece hanno già “fatto politica” indirettamente: nelle associazioni, nei quartieri, nei movimenti, attraverso la Rete o in altri modi.

Qual è lo scopo di tutto questo?

Intanto esserci, coinvolgervi, chiamarvi. Sulla base di un manifesto che espone le ragioni del nostro “entrare in politica” e di una bozza di Carta con cui spieghiamo come, ad esempio, molte cose potrebbero (dovrebbero) ragionevolmente essere cambiate.

Il manifesto è la nostra identità, la ragione del nostro esporci; la Carta invece è ancora una base di lavoro: sicuramente integrabile e migliorabile, con l’aiuto di chi vorrà esserci.

Per questo chiediamo a chi è interessato a questo progetto di sottoscriverlo. Chi lo desidera, poi, troverà nel sito uno strumento per collegarsi con altre persone che hanno aderito e per promuovere insieme attività concrete on line e sul territorio. Vogliamo fare pressione con la nostra intelligenza, con le nostre idee e con il nostro tempo: finita l’epoca in cui le pressioni erano esercitate con il denaro, con le lobby e con i favori.

Infine: no, non proporremo il settimo o l’ottavo candidato alle primarie. Semmai staremo con il fiato sul collo a tutti i candidati, perché l’obiettivo della sinistra non dovrebbe essere «alzati tu che mi siedo io», ma cambiare in meglio l’Italia. Saremo appunto gruppo di pressione, di spinta e di controllo. Di elaborazione ma anche di azione.

Poi si vedrà. D’altro canto, tutti insieme siamo almeno il 51 per cento.

I promotori

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