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Prime impressioni dagli stati generali delle Fabbriche

La prima cosa che colpisce, appena arrivati alla Baia San Giorgio, è la moltitudine di accenti che si mescola sotto gli ombrelloni del bar. Roba da far venire un coccolone a Umberto Bossi: veneti, campani, romani, fiorentini, umbri, piemontesi, siciliani e ovviamente pugliesi. Tutti sorridenti, entusiasti, in attesa che arrivi il “loro” leader Nichi, per dare il via ai tre giorni degli “Stati generali” delle Fabbriche di Nichi. E poi ci sono tanti ragazzi e ragazze del nord Italia che hanno scelto di trasferirsi in Puglia. Qui li chiamano con orgoglio “emigranti al contrario”, perché l’emigrazione, nell’unico dizionario di italiano che hanno conosciuto è quella monodirezionale, dal sud verso il nord.

“Fino a ieri qui era tutta terra battuta – dice Francesco, uno dei volontari, addetto all’accoglienza – e in poche ora lo abbiamo trasformato”. Adesso tavoli da bar con ombrelloni costeggiano spazi aperti adibiti a piccoli auditorium all’aperto. I ragazzi creativi della “fabbrica” hanno fatto davvero miracoli, ma non perché siano stati capaci di realizzare scenografie spettacolari, quanto perché sono riusciti a rendere “abitabile” una zona destinata solo al transito di bagnanti. Abitabile e familiare: il rosso del logo della fabbrica marchia un po’ tutto, un colore che ricorda un’appartenenza a un’area politica ben precisa, ma che qui si preferisce non sottolineare. Le piccole icone che raffigurano il vulcano “Eyjafjallajokull” (è il titolo dell’evento) segnano il territorio: 7 spazi pubblici e un anfiteatro ospiteranno seminari, convegni e un “fabbricamp”, un barcamp espressamente dedicato alle esperienze di buona politica “compresse nelle pieghe della società”.

Se c’è qualcosa di cui ci si lamenta sotto gli ombrelloni della “reception” è la concomitanza di molti degli eventi in programma: “purtroppo – dice Lucia – molti laboratori sono sovrapposti e non potremo partecipare a tutti. Di sicuro oggi non mi perderò quello sulla manovra e su Tremonti”. A pochi metri dalla spiaggia economisti, politici, esponenti dell’associazionismo e del mondo produttivo si alterneranno in un calendario molto fitto: seminari di economia, di politica del lavoro, ecologia, mafia. “Tremonti, istruzioni per il disuso”, “Oltre il PIL”, “Periferie a mezzogiorno”, “Brave new word. Le parole di Obama”, “Una donna in precar-rriera”, sono solo alcuni dei titoli dei seminari proposti. Accanto al nome di ogni relatore è indicato l’anno di nascita e sorprende l’età media, che è di circa 35 anni. I primi lapilli di “Eyjafjallajokull” arrivano roventi: sono i giovani che dovranno progettare il prossimo futuro.

Anche sul sito nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà

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