Tra Auschwitz e un Camposanto
Sulle finestre delle case di Lubecca ci sono ancora le decorazioni natalizie. In genere sono piccole candele cicondate da pungitopo. Queste case sono di due piani; sono villette indipendenti, affiancate con ordine e curate in ogni dettaglio. C’è quella con le colonne corinzie e quella dall’architettura moderna e minimalista, quella bianca e quella fatta con mattoni di cotto. Per le strade non c’è nessuno. Ho la sensazione di aver visitato solo un grande Camposanto.
Io al cimitero ci vado solo i primi giorni di novembre. In quei giorni i fiori e le luci sopra le lapidi e sulle porte delle cappelle creano un’atmosfera di festa, come se davvero quel luogo sacro sia una stazione di passaggio in cui si festeggiano arrivi e partenze. Lubecca mi è sembrata più fredda di un camposanto, nonostante le lucine sulle finestre. L’Unesco l’ha dichiarata "patrimonio dell’Umanità". Forse i commissari vi sono passati il due di novembre…


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