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La Madonna dell’interinale

A maggio mia zia manda sostanziosi contributi finanziari a 11 associazioni dedicate alla Madonna: Maria della Navicella, Madonna del divino amore, Maria delle ginestre, Vergine dei rimedi, Maria occorrevole, Madonna della salute, Maria santissima del Buon Consiglio, Maria della Misericorda, Madonna delle lacrime, Maria del Perpetuo Soccorso e quella più miracolosa di tutte a cui manda un po’ di più: Madonna dell’Arco. Con questo meccanismo, oltre a garantirsi 11 calendari all’anno, raffiguranti la Madonna in vari look, ha creato una specie di pay per view della Fede. Infatti lei non solo la sogna, ma ne ha visioni anche da desta; “Ma sono cose che voi non potete capire”. Forse gli psichiatri, e fino a un certo punto.
La Madonna è così presente nella sua vita, che la vede vicino mentre prepara il caffè e mentre spazza il pavimento. Ogni azione della sua vita, secondo mia zia, è guidata e supportata dalla Madonna, con cui ha stabilito un rapporto così fantastico che Tolkien potrebbe impallidire: se quando accende la Tv c’è Michele Cucuzza e, guarda caso, in quel momento si collega proprio al Santuario di Loreto “è la Madonna che mi ha fatto accendere la TV perché voleva farsi vedere”.
Santa vanità o strategia per l’auditel?
Non discuto l’uso che mia zia fa del suo denaro (in fondo mio padre per vedere il profano Del Piero con Sky spende molto di più); discuto piuttosto la totale dissacrazione della santità, e la deresponsabilizzazione, per cui invece di preoccuparsi delle guerre africane, del dolore innocente, la Madonna dovrebbe avvertire la zia che l’acqua bolle è può buttare la pasta. Una colf, più che madre della chiesa.
Un mio collega dell’università, integralista cattolico, settimanalmente mi spedisce un messaggio della Madonna di Medjugorie: sono brevi comunicati stampa dal Paradiso di 3-4 righe che riecheggiano cose già sentite nel vangelo. Non fanno male: sono per lo più richiami di ordine morale. Ogni messaggio termina con la stessa frase:”vi ringrazio per aver risposto alla chiamata”. Mi ricorda un’operatrice di call center ben istruita. Che sia davvero così? Che stia svolgendo il lavoro in outsourcing per conto di Dio? Dicono che cose analoghe avvengono anche a Lourdes, a Mirto Crosia in Calabria, e in centinaia di posti sparsi sulla terra.
Spinto da queste riflessioni ho girellato un po’ di siti che si occupano di mariologia e ho scoperto che ci sono più Madonne che Barbie: è segno che la “differenziazione della gamma” della Mattel è una stategia antica quanto il mondo. Naturalmente il mondo cristiano.

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