Non sono nato tra i colti “sbrodeghezzi” rimpianti da Natalia Ginzburg, ma in una famiglia meridionale del tipo “Grosso grasso matrimonio greco”, con qualche pregiudizio di più.
Esiste un Codice familiare più severo del Codice civile, e giornate standard e legali in cui oramai mi viene riconosciuta la parte di quello che si isola, che “da quand’è che sta fuori è cambiato”. Un fuorilegge, quindi.
Per colpa nostra, di noi figli che siamo andati tutti via, adesso in casa il televisore è sempre acceso, quasi sempre su partite di calcio, di tutti i campionati del mondo, attuali e passati. Ormai mio padre distingue le squadre dai colori e non si chiede più neppure di che Paese siano, di quale città siano rappresentanti. A volte vuole persino rendermi partecipe di quell’interminato gioco: nei pochi secondi necessari all’apertura di una caramella, mi rivolge la parola per dirmi “non c’è partita: si ritirano tutti in difesa”. Annuisco e ritorno a leggere il giornale.
Mia madre cucina. Dalle 6 del mattino fino alle 23. Sughi, besciamelle, cavoletti, pasta fatta in casa, arrosti, melanzane, scarola, merluzzetti, nuova ricetta dell’hamburgher, fagioli, torta di ricotta come quella di Anna, torta di mele, biscotti di frolla senza latte così li mangia pure Monica, e per me il ciambellone: “Lo vuoi col cioccolato?”. Come da 30 anni, ma il rito prevede una espressa dichiarazione di volontà: “Sì, dai, fallo col cioccolato”. Ha comprato tre frigoriferi per piazzare quel flusso di roba. Si butta sempre un po’ troppo, ma non manca mai niente. Lo spreco è il costo della nostra sicurezza alimentare.
Motivi di attrito: quando il mixer è in funzione la TV fa uno strano fruscio. Tre minuti di discussione per accordarsi sull’inevitabilità e necessarietà dell’interferenza.
Punti in comune: avversione per Berlusconi. Oramai credo che sia il principio cardine di questo matrimonio. Lo odiano, lo detestano a tal punto che spesso discutono a gran voce l’uno contro l’altro: “Mentre tutta l’economia italiana perdeva colpi MEDIASET E’ CRESCIUTA DEL 187%!”, “Cosa? Mediaset? Ma se con la depenalizzazione del falso in bilancio ha DELEGITTIMATO L’ONESTA'”. A volte mi sembra di stare in un talk show, ma quando girandomi mi accorgo che manca Giovanardi mi tranquillizzo: il mio pensiero non sarà interrotto dalla pubblicità.
Hobby di mio padre: i cruciverba, ma non di quelli che richiedono la partecipazione di tutti. No, mio padre vive il cruciverba come un’attività di ricerca individuale e specialistica, circondato da dizionari e volumi dell’enciclopedia. Persino quando è vinto dalla pigrizia non cede alla tentazione di “chiedere” ufficialmente aiuto. Piuttosto ce le fa passare come curiosità personali. Non è raro sentirlo irrompere a pranzo con domande tipo: “Com’è che si chiamava quel copricapo tipico degli aborigeni?”. Una vita enigmistica!
Secondo hobby di mio padre: leggere a tutti ad alta voce la rubrica “Satira preventiva” di Michele Serra o articoli di Curzio Maltese, o brani tratti dai libri di Travaglio. Naturalmente letti ridendo a crepapelle, così che non si capisce una cippa lippa. Se si capisce è perché lo abbiamo già letto. Altrimenti facciamo finta di trovarci di fronte a Dario Fo: ridiamo per stima e fiducia.
Hobby di mia madre: fare la spesa. E’ così sensibile alle offerte dei supermercati che la casa chiude due giorni per inventario quando fa la lista delle cose da comprare. Abbiamo sempre super scorte di tutto. Una volta una commessa del supermercato le ha chiesto se gentilmente le lasciava sullo scaffale almeno due scatole di quei biscotti che lei è abituata a comprare in scorte di 24 pacchi: “poi i clienti che passano oggi pensano che non ne vendiamo di quei biscotti. Se torna domani ne trova altri signora, non si preoccupi!”. Se le cose da mangiare fossero titoli azionari direi che mia madre è una cassettista. Ne compra tante per paura che aumentino di prezzo e poi ne butta un buon 3%, perché scadute. Oppure le cucina prima che scadano, e le congela.
Quando la vedo lì con i cuki disposti sul tavolo penso che non esiste niente che non possa ingannare in un congelato. Ogni dolore della sua vita, ogni ansia per i figli lontani, ogni paura della vecchiaia e della malattia può subire una cottura, un raffreddamento e una surgelazione. In attesa che ritornino i figli un fine settimana a spegnere la Tv e mangiare i ravioli. Questi figli così lontani, che seguono chissà quale Codice da single, quale relativismo esasperato.
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