E’ stato un lampo di silenzio improvviso ad avvertirmi, qualche giorno fa alla foce dell’Ombrone.
Dove il fiume abbandona la sua vita per fondersi con il mare, dove non possono arrivare le suonerie dei cellulari o i rumori delle macchine e puoi sentire il pesce guizzare dall’acqua e rientravi senza pretese di spettacolo, e dove piante di canne lentamente si allungano verso il cielo. Proprio là mi sono voltato un solo istante a chiederti di seguirmi nel meraviglioso viaggio.
In realtà ti ho chiesto solo di non pronunciare parole per pochi minuti, di non provocare rumori in quello spazio. E non sapevo che quel tuo generoso silenzio era una risposta ancora più grande e bella di quanto potessi sperare. Mi sono sentito accarezzare dal tuo sguardo. Mi sono sentito abbracciato dalle tue ultime delicate parole di consenso.
Fulmine preannunciato dentro di me, ora lascia che piova: “tutto è più bello dopo un temporale”.
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