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Oh America!

Oh America!

I soliti americani, per i quali la sola misura dell’uomo è il dollaro, hanno ideato un sistema che valuta i blog in termini economici: basandosi semplicemente sulla popolarità del blog e sulla sua visibilità, ne stimano il prezzo. Secondo questi yankee alcuni blog varrebbero milioni di dollari (tra questi, ad esempio, quello di Beppe Grillo). "Io ero molto più ubriaco di voi" varrebbe solo 15.000 dollari. A parte il fatto che il servizo offre solo la stima e non anche l’acquirente, resta difficile valutare cosa si debba vendere insieme all’idea e al layout. Io ho cominciato a pensarci: dovrei vendere tutti i miei errori ortografici, i limiti tecnici, le banalità e le autoreferenzialità, tutti gli sconfinamenti, i tormenti, i buoni propositi e le immagini della realtà filtrate dal mio ego. Le dovrei cedere a qualcuno che poi le utilizza per i suoi scopi. E’ così insensato!
Mi sembra un po’ come il giochino che facevamo da adolescenti: "Tu per un miliardo lo daresti via il culo?". C’era sempre qualcuno più dignitoso che rilanciava: "io solo per due miliardi!". Ma qui è in gioco la ragione stessa dei blog. Bisognerebbe far capire a questi americani che non esiste solo il danaro e che il blog per sua stessa natura non può essere sottoposto a un padrone diverso dal suo ideatore-scrittore. Privato della freschezza e del voyerismo il blog si svaluterebbe presto rendendo vano l’investimento editoriale. Questo per dire che non vendo.

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