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	<description>Ero molto più ubriaco di voi</description>
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		<title>Il discanto di Andrea</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 11:39:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi a Pisa ho conosciuto il giovane Andrea Cassese, in competizione al Festival Discanto. Mi è piaciuto il suo brano e credo che i premi che ha ricevuto (miglior musica e premio della critica) siano meritati. Ma a me è piaciuto molto anche il testo, anzi forse tutta quella strana alchimia che musica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi a Pisa ho conosciuto il giovane Andrea Cassese, in competizione al Festival Discanto. Mi è piaciuto il suo brano e credo che i premi che ha ricevuto (miglior musica e premio della critica) siano meritati. Ma a me è piaciuto molto anche il testo, anzi forse tutta quella strana alchimia che musica, testo e voce (fragile, ma determinata nel suo obiettivo espressivo) è riuscito a sprigionare: la capacità di farci entrare in un microcosmo interiore indefinito e in un macrocosmo esteriore piuttosto preciso. Una chiacchierata troppo breve per i troppi impegni di quei giorni, ma <a href="http://www.musicin.eu/?p=7243" target="_blank">ve lo presento</a>.</p>
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		<title>Diversi. E allora?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 07:50:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata dura, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta. Così vi presento l&#8217;evento a cui ho lavorato duramente in questi mesi.</p> <p>Il 12 e 13 maggio 2012 a Firenze, partiti, movimenti e associazioni si ritrovano insieme per un grande convegno sul razzismo: “Diversi. E allora?- La politica e la società contro la violenza razzista”</p> <p>Studiosi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://diversieallora.wordpress.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1311" title="Evento a Firenze il 12 e 13 maggio 2012" src="http://www.animasalva.com/wp-content/uploads/2012/04/testata-con-frima1.jpg" alt="" width="315" height="140" /></a>E&#8217; stata dura, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta. Così vi presento l&#8217;evento a cui ho lavorato duramente in questi mesi.</p>
<p>Il 12 e 13 maggio 2012 a Firenze, partiti, movimenti e associazioni si ritrovano insieme per un grande convegno sul razzismo: “<em><a href="http://diversieallora.wordpress.com/" target="_blank">Diversi. E allora?- La politica e la società contro la violenza razzista</a></em>”</p>
<p>Studiosi, artisti, amministratori pubblici e volontari impegnati sui territori analizzano le cause dell’odio xenofobo, omo-transofobico, antisemita, sessista e illustrano gli strumenti culturali e legislativi con cui possiamo fronteggiarlo.</p>
<p>“Diversi. E allora?” è anche un momento di confronto e elaborazione di idee e progetti da mettere a disposizione della società e della politica: otto workshop di approfondimento, per crescere in una cultura antirazzista, laica e egalitaria.</p>
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		<title>Una gonna blu</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 17:27:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ieri passeggiavo per il centro</p> <p>e ho visto una sarta piegata sulle caviglie</p> <p>nello spazio angusto del suo negozio.</p> <p>Con le mani stirava una piega</p> <p>di una gonna esposta in vetrina.</p> <p>So che è piccola cosa,</p> <p>ma in quelle dita precise</p> <p>viveva tutto l&#8217;amore</p> <p>per il suo lavoro,</p> <p>la cura del particolare,</p> <p>e quella coscienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri passeggiavo per il centro</p>
<p>e ho visto una sarta piegata sulle caviglie</p>
<p>nello spazio angusto del suo negozio.</p>
<p>Con le mani stirava una piega</p>
<p>di una gonna esposta in vetrina.</p>
<p>So che è piccola cosa,</p>
<p>ma in quelle dita precise</p>
<p>viveva tutto l&#8217;amore</p>
<p>per il suo lavoro,</p>
<p>la cura del particolare,</p>
<p>e quella coscienza retrò</p>
<p>di dover stabilire con noi</p>
<p>un rapporto di chiara bellezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato qualche minuto</p>
<p>che avrei ricordato</p>
<p>con un&#8217;arte qualsiasi,</p>
<p>foto, canzone, acquerello,</p>
<p>avessi avuto talento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho proseguito il cammino</p>
<p>sulla strada di casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>So che è piccola cosa:</p>
<p>quella gonna blu, tagliata con arte,</p>
<p>quella cinta rossa in vita, che crea le pieghe</p>
<p>quella vetrina, arredata con poco,</p>
<p>quella sarta, che non si arrende.</p>
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		<title>Compassione e giustizia. L&#8217;omofobia è un crimine</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 18:18:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ho appena parlato con un mio amico medico che lavora nell&#8217;ospedale di Santiago del Cile. Venerdì alle ore 18.00 locali marceranno in Plaza de Armes, a Santiago, per ricordare la vicenda e per fare pressione sull&#8217;opinone pubblica e le Istituzioni: Daniel Zamudio, il giovanissimo ragazzo omosessuale torturato da 4 suoi coetanei neonazisti, è arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.animasalva.com/wp-content/uploads/2012/03/omofobia-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1283" style="margin: 1px;" title="omofobia-1" src="http://www.animasalva.com/wp-content/uploads/2012/03/omofobia-1.jpg" alt="" width="178" height="162" /></a>Ho appena parlato con un mio amico medico che lavora nell&#8217;ospedale di Santiago del Cile. Venerdì alle ore 18.00 locali marceranno in Plaza de Armes, a Santiago, per ricordare la vicenda e per fare pressione sull&#8217;opinone pubblica e le Istituzioni: Daniel Zamudio, il giovanissimo ragazzo omosessuale torturato da 4 suoi coetanei neonazisti, è arrivato in ospedale già in come cerebrale, una situazione che non è mai migliorata in tre settimane. I 4 fanatici nazisti gli hanno praticato ogni forma di tortura, staccato un orecchio, lo hanno massacrato di botte, hanno inciso svastiche in ogni parte del suo giovane corpo, lo hanno colpito con calci e pugni, pietre, bottiglie rotte, gli hanno bruciato le gambe, sfigurato il volto. Perché era gay. L&#8217;accusa per tentato omicidio, per i 4 aguzzini, si trasforma in omicidio, aggravato dalla tortura. In Italia non solo l&#8217;omofobia non è un&#8217;aggravante, ma non esiste neanche il reato di tortura. Dobbiamo nutrire la compassione, ma ci deve sostenere anche un senso di giustiza, perché anche la legge e la sua applicazione creano un modello di comportamento per la società. Venerdì propongo di organizzare un momento di solidarietà ai ragazzi cileni che si uniranno in corteo in Plaza De Armas, ma invito tutti a partecipare anche all&#8217;evento che faremo a Firenze in maggio contro il razzismo e l&#8217;omofobia, per approfondire e proporre strumenti per contrastare quest&#8217;odio immotivato, quest&#8217;odio doloroso.</p>
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		<title>Chirurgia etica</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 07:45:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La satira di Mauro non prende di mira solo l&#8217;uomo di governo, il potente, gli uomini della guerra, la gerarchia ecclesiastica. No, la sua satira è rivolta a noi. Le storie che racconta appartengono a quel mondo invisibile che altrove non gode di rappresentazione, ma che a Mauro è ben noto, frequentandolo. Questo mondo invisibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La satira di <a href="http://maurobiani.it" target="_blank">Mauro </a>non prende di mira solo l&#8217;uomo di governo, il potente, gli uomini della guerra, la gerarchia ecclesiastica. No, la sua satira è rivolta a noi. Le storie che racconta appartengono a quel mondo invisibile che altrove non gode di rappresentazione, ma che a Mauro è ben noto, frequentandolo. Questo mondo invisibile è popolato soprattutto di personaggi docili, pazienti, buoni. Spesso vittime del mondo visibile, cioè di noi. Ecco allora perché ci spiazza: perché il potente di turno, in questo caso, siamo noi. Siamo noi che accettiamo gli immigrati solo se vengono a lavorare (gratis), siamo noi che abbiamo assecondato l’egoismo più sordo, con tutte le conseguenze politiche e sociali, siamo noi il popolo che applaude al mostro (finché non tocca i nostri interessi), che con un sms salva il ricco “profugo” decadente sull’isola e che con il voto respinge in mare il profugo povero. Ecco, di fronte agli “ultimi tra gli ultimi” disegnati da Mauro, noi siamo “i potenti”. Quelli che Mauro sbeffeggia, pure amorevole, tentando di ottenerne una redenzione.</p>
<p>Quando ho lavorato con lui sul progetto “<a href="http://www.musicaesatira.com" target="_blank">Come una specie di sorriso</a>” (con cui abbiamo voluto omaggiare Fabrizio De André a dieci anni dalla sua morte), naturalmente ha scelto di interpretare Andrea, Princesa, Bocca di Rosa, Geordie, Miché, Marinella… tutte storie di quel mondo invisibile, a lui così familiare. “La canzone di Marinella” è diventata “Marinella”. La giovane prostituta protagonista del brano, come noto, fu violentata e poi uccisa, e infine trovata cadavere sulla banchina del porto di Genova; ma la cronaca non ha trovato spazio né nella canzone di De André, né nel disegno di Mauro: De André raccontò che Marinella “scivolò nel fiume a primavera”. “Non potendole cambiare la vita – disse De André &#8211; le ho cambiato la morte”. Mauro l&#8217;ha rappresentata viva, sognante, in una notte blu, appoggiata a un muretto sgretolato. In realtà l&#8217;arte – quando è arte &#8211; promuove il cambiamento: certo può non riuscire a cambiare nell’immediato la vita della giovane prostituta, ma può incidere sul nostro sguardo. Così possiamo esercitare la compassione, abituarci a solidarizzare con la ragazza sola “senza il ricordo di un dolore”, possiamo ritrovarci nel desiderio bruciante di accostarci a lei su quel muretto sgretolato, posarle il braccio sulle spalle e condividere un po&#8217; quell&#8217;orizzonte. Mauro a volte ci fa sorridere, a volte riflettere, a volte ci scuote, ma sempre ci cambia un po&#8217;. E non possiamo fare a meno di andare a sbirciare il suo blog, la sua pagina facebook, le sue vignette sui giornali. Perché anche se ci dice che non siamo belli come vorremmo, ogni giorno abbiamo bisogno di uno specchio sincero che ce lo dimostri. E magari ci guidi nella difficile operazione di miglioramento, che per l’anima è un&#8217;operazione lunga e complessa.&#8221;</p>
<p><em>Recensione per il catalogo della mostra <a href="http://www.museosatira.it/maurobiani/contastorie.html" target="_blank">Contastorie. Satira, sculture e racconti per restare umani</a> (pag. 26 e 27)</em></p>
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		<title>Cesare deve morire</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 23:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>animasalva</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Stasera ho visto &#8220;Cesare deve morire&#8221; dei fratelli Taviani, un film di cui abbiamo cominciato a sentir parlare solo dopo che ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro a Berlino, che nel primo fine settimana di proiezione ha incassato appena 88.000 euro e che a tutt&#8217;oggi si trova solo in poche sale. Eppure &#8220;Cesare deve morire&#8221; è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera ho visto &#8220;Cesare deve morire&#8221; dei fratelli Taviani, un film di cui abbiamo cominciato a sentir parlare solo dopo che ha vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro a Berlino, che nel primo fine settimana di proiezione ha incassato appena 88.000 euro e che a tutt&#8217;oggi si trova solo in poche sale. Eppure &#8220;Cesare deve morire&#8221; è un film di una bellezza estrema, sconvolgente. I fratelli Taviani lo costruiscono intorno a una storia vera, quella di un gruppo di detenuti che in carcere prepara e inscena il &#8220;Giulio Cesare&#8221; di Shakespeare. La vita vera degli attori, in galera per omicidio, spaccio di stupefacenti, associazione mafiosa, si sovrappone a quella di Cassio, Bruto, Cesare, Antonio; il dramma da rappresentare diventa la via di fuga dal loro dramma personale, ma anche l&#8217;occasione per riflettere sulla politica, per sperimentare nuovi modi di relazione, incontrare l&#8217;arte. Fin qui nulla di nuovo: il cinema che attinge al teatro di Shakespeare ha dei precedenti indimenticabili, come &#8220;Nel bel mezzo di un gelido inverno&#8221;  di Kenneth Branagh, ma i fratelli Taviani compiono il prodigio di portare sulla scena la verità: l&#8217;umanità nuda di attori non professionisti, detenuti, che incantano in quanto a bravura, la realtà di un carcere disumano, che dopo ogni prova di scena chiude in celle anguste l&#8217;imperatore Cesare e il grande oratore Antonio. Gli attori commuovono intensamente, per la loro capacità di vivere la bellezza di un&#8217;opera, di entusiasmarsi di fronte alla scoperta di sentimenti che riconoscono, ma a cui non avevevano ancora dato un nome, per la capacità di gioire intimamente per il successo della rappresentazione e nello stesso tempo di accettare con grande dignità la loro condizione di emarginati.</p>
<p>Deve pur esistere un altro sistema &#8220;rieducativo&#8221; alternativo al carcere, che operi in maniera preventiva nella società, in modo che non ci sia proprio più bisogno del carcere. Che crei pari condizioni di accesso alla cultura, al lavoro, all&#8217;arte. Perché il film dimostra soprattutto questo: che, come dice Valentino Salvoldi, non esiste criminale che non abbia un sogno che non è volato, un amore che non è stato donato.<br />
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		<title>Di destra o di sinistra?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 08:01:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Per la pausa pranzo ieri ci stavamo dirigendo in un una trattoria dove si mangia verdura di stagione, cibo genuino cucinato molto bene e con una buona scelta per i vegetariani; i prezzi sono contenuti, il gestore è gentile e ti fa sempre la ricevuta prima che tu la chieda. Il posto è vicino e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la pausa pranzo ieri ci stavamo dirigendo in un una trattoria dove si mangia verdura di stagione, cibo genuino cucinato molto bene e con una buona scelta per i vegetariani; i prezzi sono contenuti, il gestore è gentile e ti fa sempre la ricevuta prima che tu la chieda. Il posto è vicino e si può andare a piedi. Ma d’improvviso la mia amica, che è sindacalista, femminista e attiva in un partito di sinistra ha esordito: “non vorrai mica andare lì? Quelli sono di destra. Io i miei soldi a quelli lì non glieli do”. Siccome è femminista, sindacalista e attivista è molto difficile ragionarci, quindi alla fine siamo andati in un locale molto distante (in macchina), gestito da suoi amici: una specie di bar, ma con pretese gastronomiche. La cosa meno dannosa per il mio stomaco (e l’unica che non contenesse carne), è stato un costosissimo carpaccio di pesce spada di bassa qualità, proveniente chissà da quale allevamento baltico. Il banco del bar era sommerso da prodotti della Nestlè e dopo il pagamento non abbiamo ricevuto alcuno scontrino, se non dopo una mia esplicita richiesta. Ovviamente torna in mente Gaber e <a href="http://youtu.be/SzUoAfcyPsk" target="_blank">la sua presa in giro dell’ideologismo</a>.</p>
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		<title>La sofferenza che non può essere consolata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 22:45:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Andrea, nella canzone di Fabrizio De André, aveva perso un amore in una guerra, e aveva in bocca un dolore, la perla più scura. Mauro Biani, nel progetto &#8220;Come una specie di sorriso&#8221; disegnò Andrea con la bocca nascosta in un cuscino, perché l&#8217;amore &#8220;che non osa pronunciare il suo nome&#8221; genera un dolore che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://youtu.be/pWM2sdSC7jE" target="_blank"><img class="alignright" src="http://images.corrierefiorentino.corriereobjects.it/fotogallery/2009/08/faber/img_faber/16.0.1718707845_01_590-490_resize.jpg" alt="" width="151" height="203" />Andrea</a>, nella canzone di Fabrizio De André, aveva perso un amore in una guerra, e aveva in bocca un dolore, la perla più scura. <a href="http://www.maurobiani.it" target="_blank">Mauro Biani</a>, nel progetto &#8220;<a href="www.musicaesatira.com" target="_blank">Come una specie di sorriso</a>&#8221; disegnò Andrea con la bocca nascosta in un cuscino, perché l&#8217;amore &#8220;che non osa pronunciare il suo nome&#8221; genera un dolore che non può essere condiviso, quindi neppure consolato. Ho pensato a quest&#8217;immagine vedendo <a href="http://video.repubblica.it/dossier/morto-lucio-dalla/marco-legge-le-rondini-lacrime-per-lucio/89595/87988" target="_blank">il video del giovane Marco Alemanno</a> che leggeva &#8220;Le rondini&#8221; al funerale di Lucio Dalla. Ho visto quella perla scura nella sua bocca, e avrei voluto abbracciarlo, scacciando gli sciacalli che hanno cominciato ad appostarsi intorno a lui, e che lo vogliono &#8220;compagno&#8221;, &#8220;amante&#8221;, &#8220;amico&#8221;, &#8220;collaboratore&#8221; di Dalla. I paladini dei diritti civili, oggi, infieriscono usando questo &#8220;caso&#8221; personale <a href="https://www.facebook.com/annapaolaconcia" target="_blank">per una battaglia politica</a> (nella migliore delle ipotesi) o per guadagnarsi qualche minuto di popolarità (nella peggiore). Ma senza il rispetto dei sentimenti quale &#8220;civiltà&#8221; pensano di costruire?</p>
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		<title>Joni e la sua California</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sicuramente sono io a sbagliarmi se il video della sua esibizione ai Brit Award conta più di 99 milioni di visite, ma per me il successo di Adele e della sua &#8220;Someone like you&#8221; resta un mistero. E così dopo l&#8217;ascolto di quel video ho voluto riconciliarmi con la musica e ho cercato questo, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sicuramente sono io a sbagliarmi se <a href="http://youtu.be/qemWRToNYJY" target="_blank">il video della sua esibizione ai Brit Award</a> conta più di 99 milioni di visite, ma per me il successo di Adele e della sua &#8220;Someone like you&#8221; resta un mistero. E così dopo l&#8217;ascolto di quel video ho voluto riconciliarmi con la musica e ho cercato questo, che ora condivido. Buon ascolto!</div>
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		<title>I rimpianti di quando stai per morire</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non è il sesso, non è l&#8217;arte, non è l&#8217;impresa epica, ma solo l&#8217;amore per se stessi e per gli altri. Bell&#8217;articolo del The guardian, qui tradotto da Michela Murgia, con un commento di Lidia Capparucci</p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è il sesso, non è l&#8217;arte, non è l&#8217;impresa epica, ma solo l&#8217;amore per se stessi e per gli altri. Bell&#8217;articolo del <a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2012/feb/01/top-five-regrets-of-the-dying?fb=native&amp;CMP=FBCNETTXT9038" target="_blank">The guardian, </a><a href="http://www.michelamurgia.com/di-cultura/altre-voci/cosa-rimpiangi-quando-stai-morendo" target="_blank">qui tradotto</a> da Michela Murgia, con un commento di Lidia Capparucci</p>
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